IL BORGO DI VICOPISANO

Il borgo medievale di Vico Auserissola, sorto sulla sommità di un poggio compreso tra due importanti vie fluviali, l’Arno e l’Auser, è documentato con certezza fin dal secolo X. Attestato per la prima volta come castello nell’anno 975, esso fu nel XII secolo sottoposto al potere dell’Arcivescovo di Pisa.
Agli inizi del Duecento alla signoria arcivescovile su Vico subentrò il dominio del Comune di Pisa, che considerò il castello, data la sua particolare collocazione strategica al confine del territorio pisano con quelli di Lucca e Firenze, un’importante postazione di controllo militare. Nel 1406, Vicopisano cadde sotto il dominio di Firenze, e poco dopo subi’ la stessa sorte anche Pisa. Per la sua posizione strategica fu fortificata anche dalla Signoria Fiorentina, che incaricò Filippo Brunelleschi di tale compito. Fu resa poi sede di Vicariato con importanti funzioni amministrative e giudiziarie (Vicariato del Valdarno Inferiore e della Valdiserchio). Le mutate condizioni politiche e l’allontanamento dell’Arno dalle sue mura (sec. XVI) ne decretarono la lenta trasformazione in centro agricolo.

L’impianto urbanistico, costituito da un armonico complesso di stratificazioni edilizie, non ha perduto le sue caratteristiche storico-architettoniche e si presenta ancora oggi in buono stato di conservazione, con la presenza di numerose torri e case torri con originaria funzione difensiva o abitativa, tra le quali spicca la Torre della Rocca (1434-1439 ), i resti della cinta muraria alla base del colle, il muraglione del Soccorso con la Torre del Soccorso (1434-1439), i vicoli, il Palazzo Pretorio (sec XII)) e quello della Cancelleria (Palazzo Comunale). Di rilievo sono inoltre gli edifici religiosi: non solo la Pieve di Santa Maria (sec. XII) e la Via Crucis a Vicopisano, ma anche una serie di insediamenti monastici caratteristici del Monte Pisano fra i quali la Pieve di San Iacopo in Lupeta (sec. XII, ma citata già’ nel VIII) e i resti dell’Abbazia di San Michele Arcangelo (sec. XI) nelle adiacenze della Fortezza della Verruca (sec. X-XVI).

I programmi ad oggi realizzati o in fase di realizzazione, sia in funzione della conservazione e recupero che della riqualificazione dell’offerta turistico-culturale, sono significativi, ma ancora non del tutto sufficienti se paragonati alle opportunità che il territorio offre. Ecco il perchè di una nuova forma di intervento, formalizzata nell'APS "Il Borgo Murato".

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