Vicopisano: il borgo millenario fa fruttare i vincoli architettonici e paesaggistici 2004-11-13 Ministero per i Beni e le attività culturali
13/11/2004 VICOPISANO: IL BORGO MILLENARIO FA FRUTTARE I VINCOLI ARCHITETTONICI E PAESAGGISTICI Soddisfazione
espressa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali dopo la
presentazione del progetto per la conservazione delle mura e delle
torri di Vicopisano
PISA – La tutela del patrimonio storico
italiano è principio fondamentale della Repubblica, fissato nella Carta
Costituzionale. Eppure non è un mistero che i vincoli architettonici e
paesaggistici spesso gemellano nell'insofferenza enti locali e privati
imprenditori. Il comune di Vicopisano (Pisa), che amministra un
territorio quasi totalmente soggetto a decreti di tutela monumentale e
paesistica, ha scelto un'altra strategia: i tanti vincoli li ha calati
come assi nella partita per un armonico sviluppo economico del
territorio.
L'iniziativa ha trovato concretezza in
un'Associazione di promozione sociale tra la Fondazione Cassa di
Risparmio di Pisa, il comune di Vicopisano e la provincia di Pisa, allo
scopo di “tutelare, recuperare e valorizzare il complesso storico,
architettonico ed urbanistico del Comune di Vicopisano, promuovendone
le finalità culturali tenuto anche conto delle connesse opportunità
turistiche, con il fine ultimo di salvaguardare, nell'interesse
pubblico, le peculiarità del patrimonio culturale che rappresenta, di
diffonderne la conoscenza e di agevolarne la generale fruibilità”. Un
percorso di tutela, dunque, che crea anche lo sfondo per la
riqualificazione turistica e le attività di promozione economica
dell'area.
Ripartendo dalla Rocca progettata dal Brunelleschi
560 anni fa, un capolavoro dell'architettura militare del XV secolo,
l'Associazione Borgo Murato ha preparato un progetto di “Conservazione
e riqualificazione delle mura e delle torri di Vicopisano”, d'intesa
con la Soprintendenza di Pisa, per risanare le strutture storiche e
artistiche del borgo turrito affacciato sulla valle dell'Arno.
Con
il primo conferimento di 2,6 milioni di euro (50% Fond. Caripisa, 25%
Provincia e Comune) saranno affrontati gli interventi programmati
secondo un calendario che distingue tre fasi. La prima copre il
restauro conservativo della cinta muraria ai piedi della rocca e sui
lati sud e nord-ovest. Si completerà, poi, il restauro della Torre
della Rocca, del camminamento e della Torre del Soccorso; la terza
tranche del programma consisterà nella valorizzazione turistica e
culturale degli immobili restaurati e l'utilizzo del Palazzo Pretorio
per iniziative espositive e convegnistiche oltre che come sede
dell'Archivio Storico. È previsto, inoltre, il restauro di alcuni
edifici medievali quali le Torri Gemelle, la Torre dei Seretti, la
Torre dell'Orologio, la Torre Malanima e la Torre della Salita del
Tribunale.
Le fasi di restauro saranno precedute da un
rilevamento delle strutture murarie del circuito difensivo e da una
ricerca archeologica finalizzata all'individuazione di strutture
sepolte e di stratigrafie che possano fornire elementi utili al
progetto di recupero e di valorizzazione del tessuto insediativo.
Anche
le torri di civile abitazione, che fra l'XI° e il XIII° secolo
s'infittirono nel borgo murato, saranno oggetto di interventi che
concorreranno, insieme con il corretto ripristino della viabilità, alla
promozione dei valori architettonici e storici peculiari di Vicopisano.
Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali è stato
coinvolto in tutte le fasi della progettazione. E' il frutto
dell'applicazione di un innovativo strumento introdotto dal Codice dei
Beni Culturali e del Paesaggio per facilitare la collaborazione tra
privati, enti pubblici e Amministrazione dei Beni Culturali.
L'architetto
Guglielmo Malchiodi, Soprintendente di Pisa – fra i relatori della
giornata di studio dedicata a Vicopisano oggi, a Pisa, presso l'ex
monastero delle Benedettine – ha dichiarato: “Vanno nella direzione
auspicata le modalità e i primi esiti del progetto Borgo Murato.
L'Associazione omonima sta già sostenendo i costi della prima fase di
studio; sono stati avviati i rilievi della porzione pubblica di cinta
muraria e anche i privati, proprietari dei lotti che inglobano porzioni
di cinta, si sono associati in fondazione per partecipare
all'operazione di restauro.
Grazie alle nuove disposizioni in
materia di valorizzazione la Soprintendenza ha potuto esaminare passo a
passo i progetti in corso di stesura: i privati hanno beneficiato,
così, di procedure più veloci mentre l'amministrazione dei beni
culturali ha potuto uniformare al migliore e più omogeneo indirizzo di
tutela gli interventi molteplici dei soggetti privati e pubblici
coinvolti. Si tratta di una pratica di collaborazione e proposta in
corso di progettazione che le Soprintendenze hanno sempre privilegiato,
quando possibile: un modus operandi formalizzato e trasformato in
condotta tipica dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
Tengo
a sottolineare che la valorizzazione del patrimonio così declinata, in
un clima di collaborazione partecipata tra Soprintendenza, proprietari
degli immobili vincolati e Enti locali, ha avuto anche un effetto
didattico sul territorio: all'iniziativa e alla materia del restauro si
sono avvicinati, con nuove prospettive, numerosi giovani impegnati
nello studio dell'arte e dell'architettura”.
Ufficio Stampa MiBAC Tel. 06-67232261
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