Le prime tracce dell'attività dei ceramisti nel
Comune di Vicopisano sono localizzate nella zona di San Giovanni
alla Vena e si trovano in documenti inediti della metà del
1500 conservati presso l'archivio storico di Vicopisano. E' comunque
ipotizzable che tale attività risalisse a secoli addietro, favorita
dalla presenza in loco di abbondante materia prima (la molletta) che
si trovava nelle depressioni fluviali e lungo le sponde dell'Arno.
In una relazione del 1559 relativa ad una alluvione
causata dall'Arno, in una stima dei danni subiti dai vari centri del
Vicariato di Vicopisano si parla dei danni subiti dai ceramisti di San
Giovanni "…ha portato via l'acqua una quantità grande di legname
per fornace e guasto molti lavori di pentolai…". Anche in un documento
dell'anno 1562 si parla di un elenco di "maestri
di vasellame e terra rossa, cioè brocche pignatte et tegami", il
che denota la presenza di un'attività abbastanza diffusa e caratterizzante.
Traccia della presenza di attività legate alla ceramica si ritrovano
anche negli elenchi degli iscritti all'Arte di Por San Piero a Firenze,
che associava tutti gli artigiani che producevano generi alimentari
o in qualche modo legati all'alimentazione (come appunto erano le stoviglie
quotidiane): negli iscritti per l'anno 1578 parlando
di San Giovanni si citano 8 stovigliai
ed un fornaciaio, ma mentre i fornaciai erano presenti
anche negli altri centri del Comune gli stovigliai si trovano solamente
a San Giovanni, segno evidente di una certa specializzazione e localizzazione
delle produzioni.
Con tutta probabilità la produzione sangiovannese era orientata verso
la ceramica domestica di uso comune e quindi di non
particolare pregio, principalmente si doveva trattare di ceramiche invetriate
con ingobbio o ceramiche invetriate in genere. Quindi per il '500 possiamo
ipotizzare una concentrazione dei ceramisti limitata al solo paese di
San Giovanni, o che perlomeno caratterizzava la produzione di questo
centro, mentre gli altri paesi non sembrano essere interessati da questo
tipo di manifattura.
Per avere dati più precisi su fornaci e sulle produzioni dobbiamo fare
riferimento a documenti assai più tardi, della metà dell'Ottocento quando
i dati in nostro possesso cominciano a farsi esaurienti e completi e
descrivono una realtà più varia ed articolata di quella di tre secoli
prima, segno evidente che nel frattempo le attività legate alla ceramica
si erano espanse nel territorio comunale, rimanendo però limitate alla
zona circostante San Giovanni. In una dettagliata Relazione del 1854,
parlando delle attività presenti nel Comune di Vicopisano (che allora
comprendeva anche Buti e Montemagno) si citano alcune fabbriche di stoviglie,
ed in particolare a Cucigliana una fabbrica di "Piatti
neri all'uso di Genova" (terracotta verniciata in bruno di
manganese conosciuta anche come "terraglia nera") che arrivava
a produrre sino a 23.000 dozzine di piatti che venivano smerciate nelle
principali località del Granducato e dava lavoro a 14 persone.
Sempre a Cucigliana era presente una fabbrica di "vasellami di
terra cotta cioè catini, brocche, etc." che produceva attorno alle
10.000 dozzine di pezzi ed impiegava 6 lavoratori. A San Giovanni
erano invece presenti 6 fornaci che impiegavano circa
una trentina di persone e producevano soprattutto vasellame, in un quantitativo
stimabile in oltre 100.000 pezzi (si parla di circa "quaranta cotte…
da 600 pezzi l'una" all'anno per ciascuna delle quattro fornaci
principali), inoltre era presenta anche una fornace da mattoni. Ancora
ai primi del Novecento tra le uniche fabbriche di una certa rilevanza
nel Comune vengono citate due fabbriche dei ceramisti di San Giovanni.
La tradizione sangiovannese è mantenuta viva
ancora adesso dai numerosi laboratori e fabbriche che lavorano la terracotta
(la "mota" come viene ancora adesso chiamata l'argilla grezza
pronta per la lavorazione) utilizzando gli unici mezzi che consentono
di lavorare con profitto questa materia duttile e scivolosa: la passione
e la dedizione per una tradizione che coniuga arte e manualità,
che necessita ancora adesso di sporcarsi le mani per ottenere oggetti
che, una volta finiti, possono assumere i toni brillanti dei colori
o l'affascinante color cotto, ma che in un modo o l'altro sono sempre
il frutto di una sapienza che affonda le sue radici in un lontano passato.
Ecco un elenco dei ceramisti attivi nel nostro Comune:
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Berti Giovanni
Via Magellano, 32
San Giovanni alla Vena
Tel 050.799043 |
Ceramiche Nedo di Verdigi Luca
Via Prov.le Vicarese
San Giovanni alla Vena |
Ceramik
Via della Chiesa
San Giovanni alla Vena
328.2811289 |
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Giani Osvaldo
Via Chiesino della Valle, 2
Cucigliana
Tel 050.799231 |
Lenzi Ghino Giacomo
Via Provinciale Vicarese, 371
San Giovanni alla Vena
Tel 050.799015
Visita
il sito
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Nesti Guido
Via dei Due Ponti, 2
San Giovanni alla Vena
Tel 050.799377 |
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Pazzini Ivo &
C.
Via Morandini, 60
San Giovanni alla Vena
Tel 050.799205 |
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Proprio di recente il Comune di Vicopisano è entrato
a far parte dell'associazione Terre di Toscana, (visita
il sito)
una associazione tra Amministrazioni comunali che hanno tradizioni nel
settore della lavorazione della ceramica. Tale Associazione propone
di stabilire fra le città toscane ove storicamente si è
sviluppata una significativa attività ceramica rapporti di reciproco
scambio informativo, di fattiva collaborazione e attività di
sostegno e valorizzazione della rispettiva tradizione ceramica, sia
a livello nazionale che internazionale.