Dopo la fine del breve periodo napoleonico (1799-1815) sul trono
di Toscana ritornarono i Granduchi di Lorena che, seppure in forma ridotta,
continuarono la stagione di riforme iniziata dal loro avo Pietro Leopoldo.
La differenza sostanziale rispetto alle riforme tardosettecentesche
fu che per tutta la prima metà dell'800 fu la Società
in rapido cambiamento a richiederle con urgenza, e non fu più
l'azione di una classe dirigente in netto anticipo sui tempi a proporle,
per cui spesso i Granduchi si trovarono in difficoltà a soddisfare
le popolazioni sempre più coscienti della necessità di
cambiamento. Non è poi da dimenticare che l'azione del Governo
toscano fu avversata dalla crescente idea di un Italia unita, che si
concretizzò con i moti del 1848. che portarono addirittura
all'allontanamento del Granduca Leopoldo II da Firenze.
E' comunque in questo periodo che si consuma la modifica totale del
sistema amministrativo Toscano, con la definitiva scomparsa del Vicariato
di Vicopisano(1848) sostituito dalla Pretura Circondariale
(rimarrà attiva sino al 1923) che aveva competenze per
reati minori rispetto a quelli del Tribunale Vicariale. Anche nella
Società si riscontrano segnali di cambiamento, denotati da una
maggiore diversificazione delle attività per cui accanto alla
tradizionale agricoltura, che rimane comunque il settore trainante,
cominciano a fare la prima timida comparsa alcune attività legate
alla manifatture specializzate, come quella della ceramica nei
centri di San Giovanni e Lugnano mentre a Uliveto
e a Caprona è l'attività estrattiva legata alla
presenza del calcare a costituire la fonte principale di reddito degli
abitanti. Vicopisano invece non presenta alcun segno di cambiamento,
rimanendo legato alle tradizionali attività agricole. Più
in generale nella prima metà del secolo si assiste al tramonto
dei trasporti fluviali, insidiati dalla migliore viabilità
che viene realizzata in quegli anni e soprattutto dalla Ferrovia
Leopolda, che attraversò il nostro territorio a partire
dal 1847.
Proprio in questo periodo ha definitivamente termine l'opera di bonifica
del territorio con il prosciugamento del Padule di Bientina ottenuto
mediante la realizzazione della Botte (progettata da Alessandro
Manetti e terminata nel 1859), ovverosia il sottopassaggio
mediante galleria tra Canale Emissario e Arno.
Come già accennato nel 1923, con la definitiva abolizione
della Pretura Circondariale, viene a cessare l'ultimo ruolo di una certa
rilevanza rivestito dal paese di Vicopisano. La Seconda Guerra Mondiale
ha fortunatamente risparmiato il centro storico di Vicopisano, le cui
torri, diversamente da altre della zona (ad esempio il campanile medioevale
della Chiesa di S. Jacopo in Lupeta di cui furono distrutti con
le mine due piani), non sono state toccate dai tedeschi in ritirata.
Anche i bombardamenti dell'estate del '44 non hanno fortunatamente
colpito nessun edificio storico, mentre nella località di Riparotti
le bombe americane uccisero diverse persone. Purtroppo si segnalano
anche in zona alcune uccisoni di civili per rappresaglia, avvenute nelle
ultime concitate fasi della Guerra.