Descrizione
Si è tenuto oggi, 16 luglio, il consueto incontro sulla sicurezza del territorio e della comunità tra i Carabinieri della Stazione di San Giovanni alla Vena, la Polizia Locale e l’Amministrazione Comunale. È stata anche l’occasione per presentare ufficialmente, sebbene ci fossero già stati contatti e riunioni, il nuovo Comandante della Polizia Locale, Damiano Landi, al quale rinnoviamo il benvenuto e l’augurio di buon lavoro!
Sul tavolo, in particolare, la videosorveglianza del territorio, che è stata potenziata e continuerà a esserlo, perché si sta rivelando sempre più utile ed efficace, e i gruppi di controllo di vicinato: reti di cittadine e cittadini della stessa zona che, in collegamento con le Forze dell’Ordine e la Polizia Locale, si tengono in contatto e segnalano situazioni anomale o sospette. Non si sostituiscono a chi ha il compito di intervenire, ma sono occhi attenti che rafforzano la prevenzione e il senso di comunità.
Tra le situazioni alle quali prestare sempre molta attenzione, ci sono, ancora e purtroppo, le truffe. Per questo il Sindaco Matteo Ferrucci e l’Assessora alla Polizia Locale, Valentina Bertini, d’accordo con il Comandante della Stazione Carabinieri, Stefano Sabatucci, e con il Comandante Landi, hanno programmato almeno due incontri con la cittadinanza, che si svolgeranno in autunno e ai quali saranno, loro stessi, presenti.
LE ULTIME TRUFFE SEGNALATE
Le più recenti tipologie che hanno interessato il nostro Comune e quello di Cascina (come sapete, cerchiamo di darvene sempre conto) sono due:
- finte telefonate da presunte stazioni di Polizia o Carabinieri, che millantano problemi legati a un parente stretto per spingere la persona a uscire di casa e poi svaligiarla;
- persone con finti distintivi che chiedono di vedere i gioielli, con la scusa di verificare che siano autentici e che non ci sia stata una truffa al momento della vendita.
COME DIFENDERSI
In entrambi i casi: non uscite di casa e non aprite la porta, neanche davanti a una divisa o a un distintivo. Prima verificate che chi vi ha telefonato sia davvero chi dice di essere: riagganciate e chiamate il 112 o il parente coinvolto, senza mai usare il numero fornito da chi vi ha contattato. Confrontatevi con familiari e persone vicine e allo stesso modo parlare con chi conoscete, e non usa molto Internet e i social, di ciò che vi stiamo consigliando.
Ricordate sempre che le Forze dell’Ordine non chiedono mai denaro, oro o gioielli al telefono  né a domicilio, e che in Italia non esiste alcuna “cauzione” in denaro da pagare per evitare guai a un parente.
Non fidatevi del solo tesserino di riconoscimento né di una divisa: non bastano. I truffatori, poi, fanno leva sull’urgenza e sulla segretezza: se vi chiedono di non riagganciare, di non avvisare nessuno o di decidere subito, è un campanello d’allarme.
E se una truffa è avvenuta o anche solo tentata, denunciate sempre: aiutate le indagini e proteggete altre persone! Tutelatevi e tutelate gli altri e chiamate il 112 per garantire la vostra sicurezza e incolumità e quella di conoscete e vi è vicino.