Cos'è
Giorno del Ricordo 10 febbraio, le riflessioni del Sindaco Matteo Ferrucci e del Vicesindaco, con delega alla Memoria, Andrea Taccola. Domani pubblicheremo e divulgheremo un video, con alcune letture e testimonianze, della Consigliera alla Progettazione Scolastica, Elena Pardini, nella Biblioteca P. Impastato Vicopisano.Le parole del Sindaco: "Il Giorno del ricordo è una solennità nazionale, celebrata il 10 febbraio di ogni anno, che ricorda i massacri delle foibe e l'esodo giuliano dalmata. E' stata istituita con una legge del 2004 per 'conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra'.
Il primo anno in cui si celebrò il Giorno del ricordo, nel 2005, e l'anno successivo, l'allora presidente Carlo Azeglio Ciampi fece alcuni discorsi importanti, di cui mi preme riportare alcuni passaggi a mio avviso molto significativi: 'Rivolgo il mio pensiero a coloro che perirono in condizioni atroci nelle Foibe, alle sofferenze di quanti si videro costretti ad abbandonare per sempre le loro case in Istria e in Dalmazia. Questi drammatici avvenimenti formano parte integrante della nostra vicenda nazionale, devono essere radicati nella nostra Memoria, ricordati e spiegati alle nuove generazioni.L'Italia non può e non vuole dimenticare: non perché ci anima il risentimento, ma perché vogliamo che le tragedie del passato non si ripetano in futuro. L'odio e la pulizia etnica sono stati l'abominevole corollario dell'Europa tragica del Novecento, squassata da una lotta fra nazionalismi esasperati.La Seconda guerra mondiale, scatenata da regimi dittatoriali portatori di ideologie razziste, ha distrutto la vita di milioni di persone nel nostro continente, ha dilaniato intere nazioni, ha rischiato di inghiottire la stessa civiltà europea.L'Italia, riconciliata nel nome della democrazia, ricostruita dopo i disastri della Seconda Guerra Mondiale anche con il contributo di intelligenza e di lavoro degli esuli istriani, fiumani e dalmati, ha compiuto una scelta fondamentale.Ha identificato il proprio destino con quello di un'Europa che si è lasciata alle spalle odi e rancori, che ha deciso di costruire il proprio futuro sulla collaborazione fra i suoi popoli, basata sulla fiducia, sulla libertà, sulla comprensione."