Cos'è
Monte Pisano Art Festival, MACBETH
27 luglio, ore 21:30, Giardino di Villa Fehr davanti alla Rocca del Brunelleschi
libretto di Francesco Maria Piave
testi di William Shakespeare
musica di Giuseppe Verdi
PERSONAGGI E INTERPRETI
Macbeth, Giorgio Valerio
Banco, Emil Abdullayev
Lady Macbeth, Serena Pulpito
Attore, Fabio Midolo
pianoforte, Lodovico Draghi
direzione musicale, Andrea Gottfried
allestimento, Fabio Midolo e Massimo Marani
scenografia e costumi, Chiara Spanò
Sol la bestemmia, la nenia tua sarà. Con queste parole si consuma l’epilogo di Macbeth, Signore di Cawdor e poi di Scozia, che si congeda dal mondo e, ancor più tragicamente, da sé stesso. Morire nell’infamia rappresenta l’estrema conseguenza del suo agire: una caduta umana e morale che attraversa tutta l’opera.
La messa in scena si fonda sul testo di Shakespeare, offrendo una rappresentazione che mette al centro la sconfitta dell’individuo provocata dal suo stesso comportamento. Su questa prospettiva si innesta l’intera costruzione drammaturgica.
Attorno a Macbeth gravitano proiezioni personificate dei suoi sentimenti, assunte nella forma del linguaggio estetico del melodramma romantico, di cui Verdi è uno dei massimi esponenti. Le tre Streghe, qui incarnate da un solo attore, non assumono alcun connotato soprannaturale, ma diventano manifestazioni fisiche delle forze oscure e distruttive presenti nell’animo umano. Lady Macbeth è il volto oscuro dell’amore, spinta alla corruzione morale e alla disgregazione fisica. Banco rappresenta, in contrappunto, la possibilità di riscatto e la vittoria dell’uomo sul male.
L’azione scenica si sviluppa su coordinate temporali indefinite e in spazi ben delineati, con una struttura quasi monolitica, a sottolineare la forza di un dialogo senza tempo tra due giganti della cultura occidentale: Shakespeare e Verdi. Nonostante le profonde differenze storiche e di visione, entrambi danno voce alle stesse fragilità, inquietudini e tensioni interiori dell’animo umano, sempre sospeso tra dannazione e possibilità di redenzione.
Vittoria!… ove s’è fitto l’usurpator?
In questo grido, si riassume l’urgenza di riscatto e di giustizia che anima l’intera opera.